I viaggi dell'orrore: il fenomeno del turismo sessuale
Sono trascorsi appena 2 giorni dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne e le violenze di genere ed io non potevo non dedicare una puntata di Imagine - Il Mondo Che Vorrei ad un tema tanto discusso ma mai realmente sconfitto. Oggi,sabato 27 novembre 2021 vi presento una puntata che dedico ad un fenomeno aberrante che si è sviluppato già da parecchi anni e che si allarga sempre di più a macchia d’olio, il turismo sessuale! L’usanza, deprecabile, di girare il mondo alla ricerca di luoghi dove per ragioni diverse, povertà, guerra, difficoltà economiche e sociali, costringono alcuni ceti sociali a mettere in vendita l’unica cosa di cui dispongono, il proprio corpo, a ricchi e facoltosi viaggiatori, che approfittano così dell’indigenza e delle difficoltà.
Turismo, una parola magica per tutti, un modo per staccare la spina dalla routine quotidiana e rilassarsi, scoprendo posti nuovi, è incontrare persone di altri paesi, conoscere altre tradizioni. Ma quando si parla di Turismo sessuale, ci si riferisce a tutti quei viaggi la cui destinazione viene scelta per raggiungere mete dove incontrare prostitute o gigolò dai quali ottenere prestazioni sessuali. Assurdo vero? Eppure e proprio così! Più nello specifico l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce così il turismo sessuale: “viaggi organizzati dagli operatori del settore turistico, o da esterni che usano le proprie strutture e reti, con l'intento primario di far intraprendere ai turisti una relazione sessuale a sfondo commerciale con i residenti del luogo di destinazione”.
Paradossalmente esiste una forma legale di Turismo Sessuale, ed è quella che si dirige verso Paesi quali Olanda, Germania e Svizzera. lì dove la prostituzione è considerata una vera e propria professione.
Ci si può giustamente domandare: ma chi è un turista sessuale tipo? In apparenza il Turista sessuale è una persona che nasconde facilmente il proprio disadattamento e si possono individuare tre tipologie di turista: occasionale, abitudinario e pedofilo.
Uomini e donne che legalmente o illegalmente cercano di soddisfare le proprie fantasie e pulsioni sessuali, a volte andando anche contro la libertà e la volontà della persona con cui consumano il rapporto sessuale. Sì, uomini e donne, perché questo fenomeno non è più solamente maschile: cresce, infatti, il numero di donne che si spostano e organizzano i propri viaggi al fine di vivere esperienze sessuali soprattutto nei paesi esotici. Le ultime ricerche fanno emergere che l’età media del turista sessuale ( sui 40 anni circa ) si è abbassata, sono spesso giovani che di fronte alla possibilità di fare sesso per una manciata di dollari, non si pongono tanti problemi. Per alcuni, sapendo che in alcuni luoghi la prostituzione, anche minorile, non è regolamentata ed è già presente, non si stà facendo nulla di così grave. Verrebbe da chiedersi se per loro stuprare donne e bambini sia una cosa non grave o se questo concetto esiste solo quando vi è una regolamentazione giuridica ferrea. Neanche lo svilupparsi di malattie a trasmissione sessuale anche importanti, come l’AIDS, ha scoraggiato questo fenomeno, solo per parlare di minori si stima che i bambini toccati da questo fenomeno siano più di due milioni all’anno, una cifra impressionante. Il problema è che, come per molte altre cose, il tutto viene visto come un fenomeno lontano e magari neanche ben capito. Un volta finita la “vacanza” si ritorna a casa ed è finità lì (che sarebbe in ogni caso un fatto gravissimo).
Parliamo poi di turismo sessuale minorile, un primato vergognoso per l’Italia, ecco le parole che anticipavo ad inizio puntata … Eh si, minorile, quindi PEDOFILIA vera e propria! Le vittime sono bambini di soli 11 o 12 anni, venduti dalle proprie famiglie (si tratta sempre di famiglie povere e disperate) che vengono illuse dai soldi e da false promesse sul futuro roseo che attende i loro figli. Gli sfruttatori sono maggiormente asiatici, ma negli ultimi anni è cresciuto il numero dei turisti occidentali, soprattutto italiani. Non ci facciamo mancare nulla noi italiani ultimamente in quanto a primati, e non solo sportivi, ma anche squallidi! Circa 92.000 italiani partono ogni anno con questo vergognoso intento e non si tratta solo di uomini. Il numero di donne è in realtà molto simile a quello degli uomini coinvolti, essendo le donne il 48,7% del totale.
I paesi dove questi sciacalli si recano sono principalmente situati nel Sud-est asiatico, in Africa e in America Latina, principalmente in paesi di lingua spagnola o francese. Non è difficile in molte strade di questi paesi trovare cartelli rigorosamente scritti in italiano, che intimano di lasciar stare i bambini. A contrastare questo tipo di illeciti nel nostro Paese c’è la legge 269/1998, “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, aggiornata poi dalla 38/2006, “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo pornografia anche a mezzo Internet”. La normativa italiana è considerata molto avanzata ed è stata tradotta in varie lingue perché è una delle prime che ha previsto il principio di extraterritorialità: gli italiani che compiono turismo sessuale potrebbero essere inquisiti nello stato estero, su denuncia delle vittime, e poi in Italia, d’ufficio, dalla magistratura. A questo punto mi viene la solita domanda da un milione di dollari: se esiste una norma specifica al riguardo qui in Italia, come mai abbiamo questo primato di pedofili itineranti all’estero? Non è un controsenso?
Bisognerebbe sensibilizzare molto anche su questo tema, sia a livello locale e sia i turisti, cosa che non avviene. Ogni tanto se ne parla ma sono notizie che passano sempre in sordina o ci si sconvolge quando sui giornali nazionali o per un servizio alla TV si decide all'improvviso di pubblicare un dossier o farci un servizio e poi finisce lì. Semplicemente ci si dimentica di tutto e magari si decide di partire per una di queste destinazioni e magari trovandosi davanti all’occasione pensare che in fondo…non si sta facendo nulla di male.
Visitare certamente non è una condanna, anzi, ma lasciarsi andare a comportamenti di questo tipo è davvero un atto criminale sotto tutti i punti di vista e il fatto che sia un fenomeno che già esiste non è certamente un’attenuante, per non parlare dei casi in cui i “turisti sessuali” credono addirittura di far del bene perché aiutano quelle persone economicamente ( o altre giustificazioni atte a liberare la coscienza, come ad esempio dicendo che semplicemente in quelle destinazioni la cultura non ha quei tabù sessuali presenti nel paese di origine…).
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